Road to Russia 2018 – Guida al Girone B

Dopo aver analizzato e studiato il girone A, che vedeva protagoniste fra le altre Russia ed Uruguay, andiamo al primo girone di ferro, il B, che comprende la Spagna, il Portogallo, il Marocco e l’Iran.

1 – PORTOGALLO

Della formazione che due anni fa ha sconfitto a sorpresa la Francia padrone di casa, vincendo l’Europeo 2016, non è rimasto moltissimo. I grandi giovani che sembravano in rampa di lancio, Renato Sanches, Joao Mario e William Carvalho su tutti, sono peggiorati nel biennio seguente, come nel caso di Sanches e Joao Mario, oppure hanno mantenuto il loro posto nel campionato portoghese (come per William). Il reparto difensivo della squadra lusitana non si è rinnovato nel suo punto più debole, la parte centrale, dove si dovrà ancora far affidamento a Bruno Alves, Rolando, José Fonte e Pepe. Sostanzialmente l’unica novità in questo biennio è arrivata dall’esordio, seguito subito dall’ingresso più o meno in pianta stabile fra i titolari, di André Silva, e dei grossi miglioramenti di Bernardo Silva, che ha vinto un titolo in Francia ed è poi passato in Inghilterra sotto le ali protettrici di Pep Guardiola. L’impressione è che il Portogallo si affidi ancora una volta all’infinito Cristiano Ronaldo, che ha mantenuto una media gol impressionante, ha superato il periodo di appannamento iniziale, e adesso sta sfornando doppiette e triplette praticamente ad ogni partita. In Super Lig turca c’è anche Ricardo Quaresma a dar spettacolo, e sarà importante come riserva da far entrare a gara in corsa, ma la preoccupazione maggior di Fernando Santos sarà sicuramente quella di dar filtro alla parte centrale difesa, per giocare in maniera reattiva e servire la sua punta di diamante, nel frattempo trasformatosi in un attaccante centrale di razza.

Ma dove potrà arrivare questo Portogallo? Il girone non è proibitivo, la presenza dei cugini della Spagna potrebbe essere una cosa più positiva che negativa: generalmente tolgono punti a tutti, e pur finendo primi nel girone, per arrivare secondi bastano meno punti del solito. Arrivando secondo, il Portogallo, prenderebbe la prima del Girone A (una fra Russia, Uruguay, Egitto e Arabia Saudita), quindi potrebbe giocarsi la qualificazione ai quarti con una squadra a pari livello. Attenzione dunque ai Campioni d’Europa.

Giocatori da tener d’occhio

Joao Cancelo sta impattando nel migliore dei modi la seconda parte di stagione con l’Inter, e probabilmente manderà in panchina Cedric Soares. Gelson Martins dello Sporting Lisbona, ma soprattutto Goncalo Guedes del Valencia, sono due armi importanti a gara in corso, a meno che Santos non scelga di tornare al 4-3-3, e dare spazio alle tante ali che ha in rosa. Inutile citare Cristiano Ronaldo, che portando a casa un Mondiale per nazionali, praticamente completerebbe il suo palmarés.

Come gioca il Portogallo?

In Francia due anni fa Santos scelse un 4-1-3-2, lasciando Carvalho da solo a schermo davanti la difesa, e mettendo tanta qualità sulla trequarti, pronta ad azionare la velocità di Ronaldo o Nani. Poco lascia presagire che il tecnico possa cambiare idea, anche se ha provato in questi anni altri sistemi di gioco. Il 4-4-2 con Ronaldo e André Silva (alla Benzema), ma anche il 4-3-3 per sfruttare il momento di forma eccellente di Goncalo Guedes.

2 – SPAGNA

Per l’ennesima volta gli iberici si presentano alla manifestazione più importante come i favoriti, se non assoluti, di sicuro fra i principali. L’eliminazione prematura (per mano dell’Italia di Conte) agli Europei 2016 non ha scalfito la supremazia della nazionale spagnola, che ha cambiato guida tecnica (adesso è Lopetegui il CT) ma non principi di gioco. Nel frattempo ha dato una grossa mano il campionato spagnolo, che sforna piccoli campioncini con regolarità imbarazzante, e le nazionali minori fanno incetta di trofei (last but not least l’Europeo Under 21).

Non mancherà in Russia buona parte della vecchia guardia: da Ramos a Piqué, da Busquets a David Silva, per finire con Andrés Iniesta, al suo ultimo Mondiale. Ai soliti noti si sono aggiunti nomi di giovani che hanno accumulato in questi anni esperienza internazionale, e in alcuni casi anche trofei: da Saul Niguez Marco Asensio, ma anche Rodri del Villareal, o Rodrigo Moreno del Valencia. Il grosso problema degli europei francesi, ovvero la prima punta, sembra esser risolto, visto che Lopetegui non ha alcuna intenzione di lasciar fuori dai convocati Diego Costa, e porterà anche Morata, così, come spesso accaduto nella recente storia della nazionale iberica, il problem sarà più l’abbondanza. La Spagna ha una rosa così piena di qualità e così profonda, da poter pensare di fare anche turn-over, gestendo alcune gare come se si giocasse un campionato normale, per far arrivare al meglio nella fase finale i migliori. In più i principi del gioco di posizione guardiolano-cruijffiano sono ormai insiti nella maggior parte dei calciatori, una garanzia non solo per lo spettacolo, ma anche per l’efficacia.

Giocatori da tener d’occhio

Precedentemente non abbiamo citato Isco, che è ormai diventato il grimaldello del Real Madrid di Zidane, l’uomo che scompagina l’ordine delle difese avversarie e permette a Ronaldo di fare la prima punta con successo da ormai 2 anni a questa parte. Il suo ruolo nella Spagna potrebbe essere decisivo. Se dovesse arrivare integro a giugno, Thiago Alcantara sarà un altro da guardare con attenzione durante i Mondiali, ma ovviamente non possiamo non citare (nuovamente) Marco Asensio. Ha già segnato in una finale di Champions League, ha trascinato l’Under 21 a vincere l’Europeo, come impatterà con il suo primo Mondiale, a soli 22 anni?

Come gioca la Spagna?

Il 4-3-3 è il modulo di riferimento, ovvio che non sarà interpretato nella maniera più lineare, perché la sola presenza di Isco in campo potrebbe cambiare ogni cosa. Gli iberici dovranno scegliere fra le caratteristiche di Morata (più bravo a campo aperto) e quelle di Diego Costa (un lottatore che attrae a sé almeno un paio di avversari). Lopetegui dovrà trovare la giusta sintesi fra l’anima barcelloniana e quella madridista, e anche qui scegliere quanta importanza dare al ruolo di Sergi Busquets a centrocampo. L’impressione è che comunque vada, sarà un successo.

3 – MAROCCO

A 20 anni esatti dall’ultima partecipazione, il Marocco torna a giocare il Mondiale, e forse ha a disposizione la rosa più forte della sua storia calcistica. Ha vinto l’ultimo Campionato delle nazioni africane, ed ha a disposizione una serie di calciatori con invidiabile esperienza internazionale e grande talento. Ayoub El Kaabi (classe 1993) è l’attaccante di riferimento, ha segnato 9 reti nella competizione appena citata, e sarà affiancato da Bammou del Nantes in attacco, il giocatore di più talento tutta via è Hakim Ziyech, passato due anni dal Twente all’Ajax (nonostante la corte ferrata di Fenerbahce e Roma), e diventato sempre di più universale nel suo gioco. Può giocare da mezzala, da regista, da esterno offensivo, persino da falso centravanti, anche se rende meglio come trequartista centrale. Ha una visione di gioco impressionante, e due piedi (soprattutto il sinistro) che sembrano nati per servire i compagni nel migliore dei modi (quest’anno 13 assist in Eredivisie). Ovviamente guiderà la difesa Benatia, il capitano e l’uomo di maggior carisma. L’impressione è che il Marocco giocherà questa competizione con la leggerezza mentale che rende le squadre africane pericolose da affrontare, inoltre la prima sfida contro l’Iran a San Pietroburgo potrebbe essere un vantaggio: partire con 3 punti per poi giocarsi tutto contro le due favorite (Spagna e Portogallo) e senza nulla da perdere.

Giocatori da tener d’occhio

Ziyech potrebbe fare il salto di qualità definitivo per passare a campionati più importanti (Monchi ci sta pensando ancora), Dirar dopo aver vinto un titolo con il Monaco, si sta dimostrando un ottimo jolly di fascia in Turchia, ma seguiamo con attenzione Achraf, grande amico di Asensio, che ha esordito quest’anno anche in Champions League.

Come gioca il Marocco?

Il 4-4-2, modulo utilizzato nelle ultime uscite, sembra più uno specchietto per le allodole, visto che era assente Ziyech, giocatore che difficilmente troverebbe spazio con quel sistema. Più probabile che Renard sceglierà un 4-2-3-1 scegliendo di volta in volta dove piazzare il talento dell’Ajax sulla trequarti, e poi mischiando le carte, con Belhanda e Amrabat molto adatti a giocare sulle fasce.

4 – IRAN 

Per la prima volta nella sua storia l’Iran si è qualificato per due volte consecutive alla fase finale dei Mondiali. 4 anni fa raccolse un solo punto contro la Nigeria, ma è rimasta negli occhi di una nazione ferita la meravigliosa prestazione di orgoglio contro l’Argentina, decisa solo all’ultimo minuto dal solito Messi. È impossibile parlare dell’Iran senza citare la sempre instabile situazione politica interna, ovviamente non siamo ai livelli dei primi anni ’90, del regime e de grossi problemi con gli Stati Uniti, ma l’arrivo di Trump a rimesso in discussione il grosso lavoro di diplomazia intessuto da Obama negli scorsi anni. In più la nazione, appena un anno fa, ha subito il più grosso attentato terroristico dell’ultimo periodo, ovviamente a stampo ISIS.

In una situazione interna così difficile, il popolo iraniano si è soprattutto fiondato con passione sul calcio, così la maggior parte dei convocati al Mondiale proverranno verosimilmente da Persepolis e Sepahan, anche se la stella rimane sempre Reza Ghoochannejhad, che gioca da due stagione in Eredivisie con regolarità.

Giocatori da tener d’occhio

Karim Ansarifard sta giocando con costanza e segnando molto con la maglia dell’Olympiakos in Grecia (finora 13 gol e 4 assist in 20 partite), la rosa tuttavia conserva un età media abbastanza alta e non si è ancora trovato un giocatore dal quale ripartire per una nuova generazione. Di sicuro Alireza Jahanbakhsh, in forze all’AZ, un’ala veloce e brava nel dribbling, è un profilo da seguire.

Come gioca l’Iran?

Queiroz guiderà l’Iran per il secondo mondiale consecutivo, con la stessa rosa (praticamente) e poco lascia presagire che deciderà di cambiare il sistema di gioco. Un 4-3-3 che di fatto diventerà un 4-5-1 quando la nazionale asiatica dovrà affrontare Spagna e Portogallo.

Autore dell'articolo: Benedetto Greco

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